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ACCADEMIA SHIATSU DO - GALLARATE - Via Torino, 8

CHI SIAMO
La nostra unità locale è nata ufficialmente il 19 Marzo 1997 ore 18:30 circa, sotto il segno della Passione. Qui l’ambiente cittadino non è certo tenero con le iniziative “soft”, anche solo culturali… Comunque, a tutt’oggi contiamo un centinaio d’iscritti, e un’incommensurabile voglia di andare oltre. Abbiamo attratto soprattutto gente della zona (e di varia umanità), seppure ci hanno fatto visita un po’ da tutto il Nord Italia durante i vari corsi professionali. Qualche esterno potrebbe dire che nel nostro centro c’è un’atmosfera troppo alla mano, e appena disorganizzata. Sarà… ma noi preferiamo così. Non è che si facciano le cose poco seriamente, anzi. È chiaro che di strada dobbiamo ancora farne, tuttavia è la passione per la Vita che ci unisce, e crediamo che lo Shiatsu sia un canale immediato e potente per berla e comunicarla. Ecco, noi vogliamo diffondere sul territorio questa cultura. Questa la nostra ambizione, questa la nostra speranza.
Dopo i primi anni passati presso la palestra del centro anziani, IL MELO abbiamo sentito la necessità di avere uno spazio tutto nostro e dall’anno 2000 ci siamo trasferiti nella nostra sede in via Torino n. 8. In questi anni abbiamo cercato di farci conoscere sul territorio dove operiamo collaborando con iniziative varie, manifestazioni, serate studio, serate a tema e volontariato:
• presso la comunità EXODUS di Villadosia; • presso il CPS di Gallarate; • presso Progetto 98 di Busto Arsizio; • presso l’Associazione ASPI per i malati di Parkinson di Cassano M.; • progetto “Armonia e Benessere” contro la dispersione scolastica presso il Liceo Artistico di Busto Arsizio; • presso l’Aloisianum di Gallarate Associazione IRIS
e molte altre realtà più piccole, ma non meno importanti;
in tutti questi posti volontari e tirocinanti di shiatsu interagiscono per assicurare la nostra “Arte” agli utenti con ottimi riscontri.
Inoltre, l’Accademia è attiva in progetti di volontariato nazionale e internazionale. A questo proposito è possibile visitare il sito www.shiatsudovolontariato.org
SE VUOI CONOSCERE TUTTE LE NOSTRE ATTIVITA' VISITA IL SITO:
LE NOSTRE PROPOSTE
PRIMO PERCORSO PROFESSIONALE
Serale , ogni Mercoledì; ore 20.00 - 22.30; corso circolare con possibilità di accesso in qualsiasi momento.
Formula week end - Sabato ore 15.00-20.00; Domenica ore 8.30 - 16.00
60 ore con l’istruttore + 30 ore di pratica extra corso documentata da schede.
PRIME 12 ORE GRATUITE
(al solo costo della tessera associativa di 60 €)
.Al termine l’istruttore valuterà il raggiungimento degli obiettivi. A quanti non avranno raggiunto la completa padronanza della tecnica sarà consigliata la partecipazione ad un numero adeguato di ore addizionali per il completamento del corso. Agli altri sarà consegnato il diploma e proposta la frequenza al Secondo Percorso Professionale.
Per incentivare la partecipazione di persone che non conoscono lo shiatsu, le prime 12 ore del Primo Percorso Professionale saranno aperte a tutti senza impegni a proseguire. La partecipazione alle prime ore sarà gratuita per quanti sono in possesso della tessera associativa di socio sostenitore (€ 60).
N.B la tessera ha validità annuale e comporta tutti i diritti connessi allo status di socio dell’Accademia: partecipazione alle iniziative, assicurazione, abbonamento alla rivista trimestrale ecc..
INIZIO SABATO 17 Aprile ore 15.00 e DOMENICA 18 Aprile dalle ore 09.00 alle ore 16.30
PROGETTO SCUOLE
Esperienza in un Liceo Artistico

TRE SGUARDI, UN PROGETTO: LA SFIDA DI UNA SCUOLA CHE EMOZIONA
PATRIZIA, la prof. che porta il messaggio:
Perché un progetto Shiatsu nella scuola superiore? Non basta la storia, la filosofia, la letteratura, la matematica… e chi più ne ha più ne metta! No, evidentemente non basta. Da sempre lavoro con i ragazzi e da sempre condivido con loro un cammino che è fatto soprattutto di ascolto. Imparo sempre molte cose stando con loro. Da sempre nel mio lavoro sento come prioritaria –in me e nei giovani- la ricerca di senso e significato, insomma la voglia di fare esperienze che lascino il segno e di non sprecare il proprio tempo. Ma negli ultimi anni la richiesta si è fatta più urgente: una richiesta di verità, di realtà, di rapporto e comunicazione ‘umana’. Insomma: la ricerca di sé e dell’altro in un dialogo che ci permetta di capirci e capire sempre di più. Quando Paolo mi ha proposto l’idea di un progetto Shiatsu con i nostri ragazzi, un brivido mi ha percorso la schiena. Mi capita così quando s’accende un entusiasmo forte che è accompagnato dalla sfida, dalla paura di proporre qualcosa di nuovo anche e soprattutto per gli adulti ‘educatori’, insegnanti. E via, mi sono buttata alla ricerca di adesioni tra i miei colleghi! Sapevo già di poter contare su una loro sensibilità e preparazione, di alcuni in modo particolare. Sapevo già di poter condividere con alcuni una grammatica delle emozioni che permea quotidianamente il nostro lavoro. E così abbiamo avviato i primi passi: la prova dello Shiatsu su di noi, la scoperta dei NOSTRI blocchi, delle nostre necessità, la convinzione e la scelta delle classi. E poi tanta paura: e già, perché questi nostri figli adolescenti, questi nostri studenti non sono certo semplici e pongono delle sfide quotidiane. I presupposti c’erano tutti: persone preparate, competenti e umanamente ricche, ragazzi alla ricerca di qualcosa, come tutti del resto! L’esito è andato al di là delle nostre aspettative. I nostri ragazzi hanno vissuto intensamente il ‘laboratorio Shiatsu’ ed è partito un tam tam su internet, nei corridoi, una specie di vibrazione silente ma tenace che ancora perdura… chi è rimasto ‘escluso’ vorrebbe partecipare, chi era in attesa di cominciare chiedeva con insistenza. Stupefacente! Evidentemente i giovani non sono poi così insulsi e perditempo come certa stampa adulta vuol farci credere. Hanno semplicemente bisogno di incontri con persone vere che diano loro un messaggio vero che sia possibilmente coerente! Vogliono disperatamente capirsi e stare bene e trovare il modo di guardarsi dentro, di accettare la materialità dei loro corpi e delle emozioni. C’è molto da imparare per noi adulti. Ovviamente cercheremo di ripetere l’esperienza: troveremo le risorse anche economiche e continueremo in questa nostra sensata avventura fuori dagli schemi della scuola d’un tempo…
CRISTINA, la prof. In prima linea:
Quando mi è stato presentato questo progetto di tecnica shiatsu ero abbastanza perplessa su che tipo di ricaduta potesse avere nell’ambito della mia disciplina (Educazione Fisica),ma ho voluto ugualmente rischiare, forse per curiosità.Pronti via, si parte! 2009/2010 nuovo anno scolastico,inizia l’avventura. Ci cimentiamo in questo nuovo progetto che attraverso la tecnica shiatsu tenta di entrare in contatto con gli adolescenti e di combattere quindi il problema della dispersione scolastica. Ho coinvolto due delle mie classi che hanno risposto, se pur con iniziale scetticismo, in modo profondo, coinvolgendosi sempre di più. I temi affrontati sono stati diversi: incontro, fiducia, contatto, cambiamento, consapevolezza, ascolto e altri ancora. Ogni volta, i miei allievi mi hanno regalato qualcosa di prezioso, è stato uno scambio reciproco e profondo, ricco di emozioni che mi auguro possano aiutarli nello spiccare il volo verso l’età adulta. Questo percorso non è stato solo un’ acquisizione delle competenze di tecnica shiatsu ma è stato anche un mezzo per imparare a guardare più consapevolmente dentro di noi senza prevaricare l’altro. E’ stato come mettere insieme un importante, meditato, utile abbecedario dove ogni parola chiave è stata l’occasione per raccontarsi. A volte è difficile educare, in certe situazioni poi…! Dopo molti anni d’insegnamento credo che educare significhi “accompagnare” i nostri giovani e voler rischiare di credere non solo in noi stessi ma anche negli altri, significa avere coraggio. Un grazie sincero e profondo a tutti gli esperti dell’Accademia ed ai miei allievi che si sono rivelati ottimi compagni di viaggio. Con affetto, prof. Cristina.
GIANPAOLO, ossia lo sguardo della profondità;
Portare lo shiatsu nelle scuole superiori; perché no, dopo anni di esperienza in altre situazioni da tempo rincorrevo questo progetto. Lavorare con e per gli adolescenti è molto coinvolgente, lo avevo già sperimentato alcuni anni or sono all’Istituto Beccaria di Milano dove avevo avuto l’opportunità di tenere un laboratorio di shiatsu rivolto ai ragazzi ospitati dall’Istituto Questa volta la situazione è diversa ma i ragazzi sono ragazzi, si è vero questi sono più fortunati, non hanno dovuto attraversare l’Adriatico di notte con il gommone in inverno per arrivare fin qui; il destino o altri fattori avevano deciso diversamente per loro. Ritengo che lo shiatsu sia stato per me un ottimo strumento attraverso il quale formarmi, incontrarmi e cercare di migliorarmi. Anche oggi riconosco che è per me una grande opportunità il fatto che io sia qui oggi in questo progetto; ancora mi appassiona, mi coinvolge, mi incuriosisce mi stimola.Per questo motivo ho fortemente voluto dare questa opportunità ad altri nell’area in cui vivo; da sempre cerco di condividere le esperienze che sono state per me importanti con i altri compagni di viaggio, conoscenti e nuovi.Penso che un piccolo gesto, come una buona pressione, una mano sulla spalla al momento giusto sia un buon modo per far si che le cose girino in modo migliore .Lavorare per questo progetto mi ha dato anche la possibilità di esplorare tutta quella parte verbale che nello shiatsu normalmente non viene affronta in modo cosi’ diretto. Mettere a nudo e verbalizzare le emozioni del gruppo; le capacità dei ragazzi di riconoscerle, esprimerle in modo appropriato, condividerle al di là del giudizio; la profondità delle loro riflessioni è stata per me una piacevolissima sorpresa che; ho rimesso in discussione il mio atteggiamento verso questa adolescenza, che effettivamente a volte conosci solo attraverso certi fatti di cronaca esasperati al fine di fare notizia, e che ,se non opportunamente filtrati, rischiano di crearti un’idea distorta delle nuove generazioni.Anche questo ho imparato in questo laboratorio: a riconoscere il valore dei nostri ragazzi, con tanti problemi, ma con tanti strumenti, senz’altro più di quelli che avevo io alla loro età, e questo mi da la forza di dare loro coraggio; i presupposti ci sono. Quando mi sono confrontato con i miei colleghi e con i professori,mi hanno fatto notare che il Liceo Artistico è un percorso particolare, differente dalle altre scuole, forse, non so, ma mi piace pensare che tutti i ragazzi abbiano a loro disposizione quegli strumenti, capacità e che sia sufficiente qualche stimolo, la giusta pressione per farli emergere e averne la consapevolezza. I professori, i miei colleghi e i ragazzi sono stati e spero saranno ancora quei grandi compagni di viaggio che tutti vorrebbero avere. Io li ringrazio per quanto mi hanno insegnato e desidero salutare tutti con un semplice gesto che esprime in concetto che ci ha accompagnato dal nostro primo incontro: contatto, unione, non prevaricazione e non lasciarsi prevaricare. Gassho e buona vita a tuttiCon affetto, stima e gratitudine, Gianpaolo

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